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Intervista

È proprio questa combinazione intelligente a fare la grande differenza

Signor Kübler, nel progetto Pi un nuovo tipo di soletta composita riveste un ruolo fondamentale. Cosa la distingue dalle tradizionali strutture in legno e calcestruzzo?

Il solaio è in grado di sostenere carichi su due assi e di coprire distanze maggiori. Nel progetto Pi gli elementi raggiungono i 9 metri di lunghezza, ma il principio è applicabile anche a lunghezze superiori ai 15 metri. La struttura pesa circa il 30% in meno rispetto alle solette in calcestruzzo ed è notevolmente più sottile delle tradizionali strutture composite. Ciò consente, tra l’altro, di realizzare un piano aggiuntivo all’altezza di 80 metri del progetto di Zugo e di utilizzare fondamenta notevolmente più piccole.

Come è stato possibile ottenere questi miglioramenti?

Fondamentale nel caso del progetto Pi è l’intercapedine di 14 centimetri tra il sottofondo, spesso 6 centimetri e realizzato con la tecnica a strati di impiallacciatura (il cosiddetto «faggio da costruzione»), e la soletta superiore in calcestruzzo, alta 8 centimetri. I due strati sono saldamente collegati tra loro tramite un reticolo di giunti in tubi d’acciaio disposti a intervalli di 60 centimetri. Lo spazio intermedio fa sì che i due strati, come le flange di un profilo in acciaio, siano distanti dal baricentro, il che aumenta la resistenza alla flessione. Lo spazio intermedio viene riempito, a seconda delle esigenze, con materiale isolante. A Zug, a causa dei requisiti antincendio, si utilizza la lana di roccia.

Come è nato questo progetto?

Il progetto è stato avviato nel 2015 da Implenia Holzbau. L’azienda era alla ricerca di una soletta composita che offrisse le caratteristiche delle solette in calcestruzzo senza perdere i vantaggi del legno. Noi abbiamo contribuito con le idee relative alla statica e alla costruzione. Il gruppo della Prof.ssa Dr. Andrea Frangi presso l’Istituto di Statica ed Ingegneria Strutturale del Politecnico federale di Zurigo (ETH) ha testato gli ancoraggi dei tubi d’acciaio nel legno e, tramite prove, ha dimostrato la rigidità e il comportamento portante della struttura, elaborando così le basi di calcolo. L’EMPA ha contribuito con misurazioni acustiche dell’intera struttura, compreso il sottofondo. Dove vede ulteriori campi di applicazione del sistema? Poiché diventano possibili campate più ampie, come nel caso delle solette piane in calcestruzzo, questo sistema è interessante ovunque sia richiesta una grande flessibilità nella suddivisione degli spazi, come ad esempio negli edifici adibiti a uffici, nelle amministrazioni pubbliche, nelle scuole o proprio in edifici con molti piani e una composizione abitativa molto variegata. Il suo impiego inizia là dove i tradizionali soffitti in legno raggiungono i propri limiti. Il sistema può essere adattato alle esigenze specifiche di ciascun edificio, variando lo spessore dei tre strati (legno, intercapedine e calcestruzzo), le loro caratteristiche e il numero di giunti tubolari.