
Tunnel di Heitersberg 1969-1972
Per la prima volta in Svizzera viene utilizzata una fresa per gallerie con un diametro superiore a 10 m
20 anni di Implenia, 160 anni plasmando il futuro
Eccellenza nel sottosuolo: le opere di costruzione di gallerie di Implenia
L’ingegneria sotterranea vanta una lunga tradizione in Implenia – e sicuramente un grande futuro. Intervista a Hanspeter Stadelmann, uno dei costruttori di gallerie più esperti della Svizzera e di Implenia. Inoltre, una breve panoramica di alcuni dei progetti di gallerie più interessanti di Implenia.
Hanspeter, cosa ti affascina della costruzione di gallerie?
Sono cresciuto in una falegnameria e in realtà volevo diventare ingegnere del legno. Poi però, durante i miei studi di ingegneria civile al Politecnico federale di Zurigo (ETH), ho frequentato le lezioni del Prof. Robert Fechtig e del Prof. Kalman Kovari sull’ingegneria sotterranea e la meccanica delle rocce. Da quel momento mi sono appassionato. Le diverse formazioni rocciose, la varietà dei metodi di costruzione, i macchinari giganteschi e poi la costante incertezza, le imprevedibilità e anche i rischi… Non mi hanno più lasciato andare. «Davanti alla picconatrice è buio», si dice nel mondo della costruzione di gallerie. Ed è proprio questo che ho trovato emozionante. Nella costruzione di gallerie bisogna convivere con le sorprese e questo significa: bisogna pensare in termini di alternative. Dopo gli studi, nel 1989 ho iniziato a lavorare presso la Locher & Cie., che all’epoca era leader in Svizzera nella costruzione di gallerie. Da allora sono un costruttore di gallerie.
Qual è stata per te la costruzione di galleria più avvincente che hai vissuto nella tua lunga carriera?
Come accennato sopra: ogni progetto di costruzione di una galleria è diverso ed emozionante. Ma se dovessi scegliere: innanzitutto il mio primo cantiere, il tunnel stradale del Bözberg. Lì, per la prima volta, è stata impiegata una fresa a scudo – progettata in realtà per roccia friabile – in combinazione con una testa di perforazione per roccia dura. Ma se c’è una galleria che definirei «la mia», quella è proprio la galleria di Murgenthal. Lì ho ricoperto per la prima volta il ruolo di capocantiere. Abbiamo portato a termine l’avanzamento utilizzando la fresa proveniente dalla galleria del Bözberg in poco meno di dodici mesi. Nel settembre 1998 c’è stato il perforamento. In quel periodo si stava profilando l’acquisizione dell’impresa edile Locher da parte di Zschokke, anch’essa partecipante al consorzio Murgenthal. Alcuni mesi dopo ero responsabile della costruzione di gallerie presso Zschokke Locher.
Con la fusione tra Zschokke e Batigroup, nel 2006 hai cambiato nuovamente datore di lavoro, passando a Implenia. Come si è svolta la «fusione» tra le due unità di costruzione di gallerie?
Implenia ha unito il meglio di due mondi, ponendo così una pietra miliare fondamentale per l’ulteriore sviluppo di successo nel settore della costruzione di gallerie. Noi di Zschokke Locher avevamo indubbiamente il nostro punto di forza nella costruzione meccanizzata di gallerie, ovvero con le frese meccaniche. Batigroup, invece, vantava una solida competenza nell’avanzamento a esplosivo moderno, che può tuttora rappresentare la scelta migliore in rocce dure, come all’epoca nel tunnel della Vereina Sud. Così, con la fondazione di Implenia, si è unito il know-how concentrato di 750 ingegneri e operai specializzati nella costruzione di gallerie. E anche in seguito, con le sue acquisizioni, Implenia non ha acquistato solo mercati, ma anche ulteriore know-how. Bilfinger Construction, società tedesca entrata a far parte del gruppo nel 2015, era ad esempio specializzata nell’avanzamento con scudo in strati uniformi di roccia friabile, avvalendosi dei cosiddetti scudi a pressione del terreno o idraulici, nei quali lo spazio di scavo in testa viene mantenuto costantemente sotto pressione; ciò impedisce cedimenti o infiltrazioni d’acqua.
Tanta «manodopera» può però diventare anche un peso quando mancano gli incarichi. La costruzione di gallerie è infatti un’attività molto ciclica. Come ha affrontato Implenia questa sfida?
Al momento della fondazione di Implenia, i grandi progetti nell’ambito della NEAT – Lötschberg, San Gottardo e Ceneri – erano già in corso. Ciò significava che Implenia aveva ancora il portafoglio ordini pieno. Ma certo: la fine di questo boom era prevedibile. Per questo motivo Implenia ha deciso di ampliare il proprio know-how nella costruzione di gallerie e di espandersi all’estero, anche attraverso acquisizioni: in Norvegia abbiamo rilevato Betonmast Anlegg nel 2011, quattro anni dopo Bilfinger Construction in Germania, oltre ad aver fondato filiali in Austria e in Francia.
Grazie alla fusione tra Zschokke e Batigroup, Implenia ha costruito circa due terzi della galleria di base del San Gottardo. Quanto è stato importante questo progetto per Implenia?
La galleria di base del San Gottardo è stato un progetto da miliardi, la galleria ferroviaria più lunga del mondo, un’opera svizzera di risonanza mondiale. Abbiamo svolto un lavoro eccellente e queste esperienze sono state preziose per il futuro della costruzione di gallerie da parte di Implenia. Non da ultimo perché il San Gottardo era solo la prima delle quattro grandi trasversali alpine. A seguire sono venute le gallerie di base del Semmering e del Brennero in Austria, alle quali stiamo attualmente lavorando, e anche in Francia siamo ancora impegnati con la galleria del Mont-Cenis nell’ambito del progetto Lione-Torino. Implenia è l’unica impresa che ha contribuito alla realizzazione, o sta contribuendo alla realizzazione, di tutte e quattro le grandi trasversali alpine. Si tratta di un risultato eccezionale. Le basi per questo successo sono state gettate dalle referenze acquisite con il progetto del San Gottardo e dall’internazionalizzazione di Implenia.
Come proseguirà il processo di internazionalizzazione?
La costruzione di gallerie è un settore di nicchia, costituito tuttavia esclusivamente da grandi progetti. In Implenia disponiamo ormai di un know-how così ampio – anche in termini di squadre di costruzione operanti a livello internazionale – che guardiamo sempre più oltre i confini dei paesi alpini e della Scandinavia. L’Europa rimane comunque il nostro punto focale. In questo contesto possono entrare in gioco anche nuove forme di partnership, come il coinvolgimento precoce di committenti, progettisti e imprese esecutrici (Early Contractor Involvement, ECI) e una gestione integrata dei progetti (Integrated Project Delivery, IPD). Inoltre, la costruzione di gallerie non si limita solo alle ferrovie e alle strade: la produzione e la distribuzione di energia, così come le miniere, rappresentano ulteriori ambiti di applicazione.
Oggi fai parte del Comitato centrale dell’Associazione svizzera dei costruttori (SBV) e per undici anni hai presieduto le conferenze tecniche sull’ingegneria sotterranea nel comitato direttivo di Infra Suisse, impegnandoti intensamente a favore del tema della sostenibilità. Cosa significa sostenibilità nella costruzione di gallerie?
All’inizio venivo deriso quando parlavo di questo tema. Ma sono ancora oggi fermamente convinto che abbiamo il dovere di lasciare ai nostri discendenti un pianeta in cui valga la pena vivere. E il settore edile, e in particolare la costruzione di gallerie, richiede un uso intensivo di risorse. Abbiamo bisogno di grandi quantità di calcestruzzo e cemento. È quindi tanto più importante investire nella sostenibilità ambientale dei materiali da costruzione e della loro produzione, e che ciò venga sostenuto a livello politico. A ciò si aggiungono i processi di costruzione: in passato, il materiale di scavo veniva spesso rimosso con enormi dumper. Ma, come ad esempio nel caso del tunnel di Weinberg a Zurigo, abbiamo trasportato tutto il materiale di scavo tramite nastri trasportatori fino a Oerlikon e da lì in treno fino alla discarica. È importante che misure efficaci vengano integrate sempre più spesso anche nelle procedure di appalto e che non si guardi più solo al prezzo. A partire dalla nuova legge federale sugli appalti pubblici del 2021, non abbiamo più solo una concorrenza sul prezzo, ma anche sulla qualità. Ed è un bene.
Come si prospetta per Implenia il futuro della costruzione di gallerie?
Nelle Alpi ci sarà meno lavoro. Continueremo ad acquisire progetti di costruzione di gallerie nei nostri mercati principali. Allo stesso tempo, non ci occupiamo solo di costruzione di gallerie, ma anche di opere sotterranee. E vedo un grande futuro nelle opere sotterranee. Infatti, in generale, il suolo sta diventando sempre più scarso – non solo in Svizzera. Il sottosuolo offre in questo senso alternative che spaziano dal trasporto sotterraneo di merci o dai centri di calcolo fino all’agricoltura, il cosiddetto«underground farming». Attualmente, ad esempio, nella galleria sperimentale di Hagerbach, nel cui consiglio di amministrazione ho l’onore di rappresentare Implenia, si sta studiando la coltivazione sotterranea dell’insalata. A ciò si aggiungono tematiche energetiche quali lo stoccaggio, il teleriscaldamento e le linee elettriche, che in futuro saranno anch’esse sempre più trasferite sottoterra. Implenia è perfettamente posizionata per questo megatrend sotterraneo.
Una breve panoramica di alcuni dei progetti di gallerie più interessanti di Implenia
Tunnel del Simplon 1898-1905 (Locher) 1
L'impresa edile zurighese Locher & Cie. è stata una delle principali società di costruzione di gallerie del XX secolo. Ha partecipato anche alla costruzione della galleria del Sempione tra il 1898 e il 1906. Per l’epoca, l’opera fu una rivoluzione dal punto di vista tecnico e uno dei primi tunnel di base al mondo, poiché attraversa la montagna da un versante all’altro su un tracciato pianeggiante, quasi privo di pendenze.
Tunnel di Heitersberg 1969-1972 (Locher)
Locher costruisce anche la galleria dell’Heitersberg, lunga 2600 m, in cui viene impiegata per la prima volta in Svizzera una fresa per gallerie con un diametro superiore a 10 m, lasciando così un segno nella moderna tecnica di scavo delle gallerie in Svizzera.
Acceleratore di particelle LHC del CERN, 1998-2002, Svizzera (Zschokke)
Anche il CERN di Ginevra, laboratorio di ricerca famoso in tutto il mondo, ha bisogno di gallerie per lo studio del Big Bang – per il suo acceleratore di particelle LHV. La galleria viene costruita dalla SA Conrad Zschokke. Nel 2024 il progetto verrà eletto al World Tunnel Congress come una delle 50 opere di ingegneria civile più importanti del periodo 1974-2025.
Tunnel dell'Uetliberg 2000-2006 (Zschokke)
Il tunnel dell’Uetliberg è l’opera più emblematica della cosiddetta circonvallazione ovest di Zurigo. Questa libererà la città di Zurigo dal traffico di transito delle autostrade A1, A3 e A4. I ponti di accesso fino al portale est sono realizzati da Batigroup, mentre all’interno del tunnel opera Zschokke Locher. Per la prima volta viene impiegata qui una macchina perforatrice-allargatrice a seguito della fresa meccanica, dotata di tecnologia di taglio in contro-angolazione. Una volta completata la galleria, Batigroup e Zschokke si fondono dando vita a Implenia.
Linea U5 di Berlino con la stazione «Unter den Linden» 2012-2019, Germania (Implenia)
Per colmare il vuoto di collegamento tra la Porta di Brandeburgo e l’Alexanderplatz a Berlino, Implenia sta realizzando i tunnel per la linea U5. Le sfide sono legate alla delicatezza del terreno in superficie: il canale della Sprea, l’Isola dei Musei ricca di reperti di grande valore e il ponte Schlossbrücke, sottoposto a tutela monumentale. Per proteggere queste strutture, gli esperti di ingegneria civile specializzata di Implenia stanno congelando 28'000m³ di terreno durante i lavori sotterranei: si tratta della più grande operazione di congelamento del terreno in ambito urbano d’Europa.
Tunnel di base del San Gottardo 2002-2014, Svizzera (Zschokke, Batigroup, Implenia)
È un’opera secolare e, con i suoi oltre 57 km, è ancora oggi la galleria ferroviaria più lunga del mondo: la galleria di base del San Gottardo. Quando nel 2006 Batigroup e Zschokke si fondono dando vita a Implenia, circa due terzi dei lavori di costruzione di questo gigantesco progetto sono affidati a Implenia. Il San Gottardo diventa il progetto di riferimento più importante per la promettente attività di costruzione di gallerie di Implenia.
Tunnel di base del Semmering 2015-2025, Austria (Implenia)
Il tunnel di base del Semmering, lungo 27 km, è la seconda grande traversata alpina alla cui realizzazione Implenia partecipa in due lotti di lavori per oltre 20 km. Come parte della nuova ferrovia austriaca del sud, garantisce il collegamento transeuropeo ininterrotto dal Mar Baltico al Mare Adriatico.
Galleria di base del Monte Cenis, TELT Lione-Torino, 2021-2027, Francia-Italia (Implenia)
Tunnel di base del Brennero 2022-2028, Austria-Italia (Implenia)
Presto la galleria di base del Brennero sostituirà quella del San Gottardo come galleria ferroviaria più lunga del mondo. Questa traversata alpina tra l’Austria e l’Italia misura 64 km. La galleria di base del Brennero è il fulcro del corridoio ferroviario Scandinavia-Mediterraneo attualmente in fase di progettazione. In questo modo, fornirà un contributo fondamentale alla mobilità sostenibile e al trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia.
Grand Paris Express, 2019-2023, Francia (Implenia)
Si tratta di uno dei tanti progetti infrastrutturali nei dintorni di Parigi che saranno avviati in occasione dei Giochi Olimpici del 2024: la linea 17.1 della metropolitana del Grand Paris Express, a nord di Parigi. Implenia si aggiudica l’appalto per il lotto 1 – l’ultimo lotto da realizzare del Grand Paris Express – e deve comunque completarlo in tempo per le Olimpiadi. Il piano va a buon fine: Implenia ce la fa.
Tunnel stradale Rogfast 2024-2030, Norvegia (Implenia)
Il progetto Rogfastporterà alla realizzazione di quello che è attualmente il tunnel stradale sottomarino più lungo e più profondo del mondo. A una profondità che raggiungerà i 393 m sotto il livello del mare, le auto attraverseranno un giorno il mare tra Stavanger e Haugesund e tra l’isola di Kvitsøy e la terraferma. Implenia partecipa con una quota del 77 per cento al lotto di costruzione più complesso. Le sfide: la profondità, l’elevata pressione dell’acqua, le complesse misure di impermeabilizzazione tramite iniezioni, le zone di disturbo geologico… Proprio il caso di Implenia.
–
Foto principale: Biblioteca ETH di Zurigo, Archivio fotografico / Com_L21-0759-0003-0001
1https://ngzh.ch/wp-content/uploads/2024/09/Neujahrsblatt_NGZH_1948.pdf; pag. 10.
Storie di storia
I contenuti saranno ampliati nel corso dell'anno del giubileo
Per maggiori informazioni sulle radici di Implenia e su come Implenia ha plasmato e continua a plasmare il passato, il presente e il futuro della Svizzera e di molti altri paesi:

















